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Uisp Parma: camminare per contrastare le dipendenze digitali

Sabato 12 settembre l'Uisp al fianco dell’Azienda Usl di Parma con una camminata detox per riflettere su disconnessione e tempo reale

 

Una mattinata per rallentare, scollegarsi dalla tecnologia e riconnettersi con il proprio corpo, la natura, il benessere. È Reconnect, la camminata di “detox digitale” giunta alla settima edizione, in programma sabato 12 settembre, organizzata dal servizio Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl di Parma, insieme a Uisp Parma, Comune di Fidenza e Ufficio di Piano del distretto di Fidenza.

“Reconnect vuole essere innanzitutto un’esperienza concreta e piacevole, aperta a tutti e gratuita, per fermarsi e riappropriarsi del proprio tempo -  sottolinea la direttrice del servizio Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl del distretto di Fidenza, Simonetta Gariboldi - Non si tratta di demonizzare la tecnologia, che è ormai parte integrante della nostra quotidianità, ma di promuoverne un utilizzo consapevole. Camminare nella natura, fare attività fisica e dedicare tempo alla relazione e al proprio benessere sono strumenti semplici che possono aiutarci a ritrovare un equilibrio. Allo stesso tempo, attraverso Reconnect vogliamo richiamare l’attenzione sulle “nuove” dipendenze comportamentali e sull’importanza di riconoscere precocemente eventuali segnali di difficoltà, sapendo che sul territorio sono presenti servizi ai quali rivolgersi”.

L’appuntamento con Reconnect è sabato 12 settembre alle 8.45 nel parcheggio dell’ospedale di Vaio, in via don Tincati 5 a Fidenza; la camminata inizia alle 9. Il percorso è di 6-8 chilometri sulle colline. Al termine, dalle 11.20 circa, spazio a un’ora di rilassamento con tecniche yoga. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria: sono disponibili 60 posti per la camminata e 30 per lo yoga. Per partecipare sono necessari abiti comodi e scarpe da ginnastica; per chi aderisce anche all’attività di yoga è richiesto un materassino. Le iscrizioni devono essere effettuate entro venerdì 11 settembre alle 12, scrivendo a atletica@uispparma.it oppure rivolgendosi alla sede Uisp di Parma. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con: ASP distretto di Fidenza, Unità di strada, associazione Gruppo amici Casa Lodesana e cooperativa Eidè.

Anche la connessione digitale, infatti, oltre certe soglie può diventare un problema di salute, che richiede specifici interventi di professionisti sanitari: sono una cinquantina l’anno i casi presi in carico dai servizi Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl. Si tratta di adolescenti, per lo più maschi per la dipendenza da videogiochi e femmine per i social. Alcuni sono minorenni, seguiti con il consenso dei genitori, ma non al di sotto dei 14 anni, per le scarse capacità di auto riflessione. Con il teenager, il servizio prende in carico anche il nucleo familiare. Spesso la richiesta di aiuto arriva dai genitori, che possono optare di essere supportati, quindi senza coinvolgere il figlio o la figlia, con attività di psico educazione.

Quali sono i campanelli d’allarme, i sintomi di una dipendenza in arrivo o già presente, e soprattutto quali sono i consigli utili per gestire al meglio il nostro rapporto con le tecnologie: la direttrice del servizio Dipendenze patologiche dell’Azienda Usl del distretto di Fidenza spiega come utilizzare gli strumenti digitali riducendo i rischi per la salute e come intervenire in caso di dipendenza.

Quando l’iperconnessione diventa un problema? “Non esiste una soglia uguale per tutti - spiega Gariboldi - Il rapporto con la tecnologia può diventare problematico quando il tempo e l’attenzione dedicati a internet, social network o videogiochi finiscono per interferire con la vita quotidiana, la capacità di concentrazione, lo studio, il lavoro, il sonno o le relazioni. Tra i fenomeni associati all’iperconnessione c’è anche la FOMO (Fear of Missing Out), cioè la paura di perdersi qualcosa o di essere esclusi. La continua esposizione a foto, storie e aggiornamenti può alimentare il bisogno di controllare frequentemente lo smartphone per non sentirsi “in ritardo” rispetto agli altri”.

Tra i possibili campanelli d’allarme cui prestare attenzione, quindi, ci sono ansia o stress quando ci si scollega, connessioni notturne prolungate, problemi di sonno, riduzione dell’attività fisica, irritabilità, isolamento, difficoltà di concentrazione. “Riconoscere questi segnali non significa automaticamente trovarsi di fronte a una dipendenza: è la loro intensità, frequenza e soprattutto la capacità di interferire con il funzionamento quotidiano a rendere importante un confronto con i professionisti”, conclude la direttrice.

Anche piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono aiutare a recuperare spazi e tempi liberi dalla connessione, sostengono gli esperti del servizio Dipendenze Ausl. Queste alcune delle strategie utili: togliere le notifiche non strettamente necessarie; creare ambienti e occasioni senza telefono, ad esempio a tavola o in camera da letto; pianificare momenti offline, dedicati ad attività motoria e ricreativa. Per i social media può essere utile impostare limiti di tempo attraverso le funzioni di “benessere digitale” degli smartphone e interrompere lo scorrimento automatico dei contenuti, chiedendosi se si sta realmente scegliendo di continuare oppure se si sta semplicemente proseguendo per abitudine. Anche nell’utilizzo dei videogiochi possono aiutare alcune regole: tenere console e computer fuori dalla camera da letto, utilizzare un timer per stabilire la durata della sessione, limitare i giochi che incentivano l’accesso quotidiano e giocare dopo aver completato gli impegni della giornata. Un altro elemento importante è sostituire il tempo digitale con iniziative “reali”: incontrare amici di persona, praticare sport, dedicarsi a un hobby.

La natura rappresenta uno degli ambienti privilegiati per sperimentare la disconnessione: camminare all’aperto consente di spostare l’attenzione dallo schermo all’ambiente circostante e al proprio corpo, favorendo una pausa dalle sollecitazioni continue della connessione digitale.

Nei bambini l’uso eccessivo dei dispositivi digitali, compresa anche la televisione, può comportare diversi disturbi alla salute, come avvertono i professionisti dei servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’Ausl. Tra questi vi sono difficoltà d’apprendimento e comunicative, difficoltà relazionali e psicologiche, scarsa qualità del sonno. Per questo, prima dei 2 anni, l’utilizzo della televisione è da evitare: per i bambini tra i 3 e i 5 anni è utile limitarne l’utilizzo ad un’ora al giorno, non lasciando mai il bimbo da solo. Nei device online è meglio scegliere giochi interattivi, non violenti o che stimolino l’immaginazione. E’ sempre da evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e almeno un’ora prima di dormire. (Fonte: ParmaToday.it)